MARCIARE: NON MARCIRE

MARCIARE: NON MARCIRE

Marciare: non marcire “ era il motto che accompagnava i primi anni di attività della Sezione di Thiene ed era anche il titolo di un breve articolo comparso sul Bollettino del Consorzio Intersezionale Vicentino del CAI il 27 luglio 1923, sotto il titolo di “ Gruppo Escursionisti Thienesi - Sezione del C.A.I.

Marciare: non marcire!

Thiene, 27 luglio 1923

E' quanto sta facendo infaticabilmente il G.E.T. Sezione del Club Alpino. A dimostrarlo basta la magnifica escursione fatta sabato e domenica 21 e 22 corr. come dal programma che publicammo. Giunti in auto a San Martino di Castrozza sabato mattina alle 6,30 i bravi alpinisti unitamente alle guide proseguirono per il Rifugio della Rosetta raggiungendolo dopo due ore e mezza di salita fatta tra magnifici boschi prima e fra rocce poi. Al rifugio breve alt per la colazione, indi partenza per il ghiacciaio della Fradusta.

Nella giornata, tutta una gloria di sole, il ghiacciaio immenso presentava una superba visione di nevi e di rocce. Alle ore 15 la comitiva era già di ritorno al Rifugio dove ha pernottato. Indimenticabile il panorama del tramonto a quell'altezza in una sera luminosa, nella gran pace della montagna.

Dopo brevi accordi con le guide la comitiva, verso le ore 21 andò a riposare per essere pronta ed in forze al mattino della domenica per la scalata al Cimon della Pala che dal Rifugio si vedeva ergersi immane nello sfondo luminoso del cielo.

Al mattino sveglia alle ore 3,30. La mattinata è sublime per la sua luminosità. La partenza avviene circa alle ore 5. Le brave guide Zagonel padre e figlio e Martini studiano gli alpinisti per poter disporre le cordate. Non hanno torto; si tratta di far arrampicare per la roccia che strapiomba in un abisso pauroso una comitiva che ad eccezione di uno è alle sue prime armi! Dopo due ore di marcia fra nevi e rocce la comitiva deve lasciare ogni carico per potere salire più agevolmente il maestoso nevajo del Trevignol. Al “Bus del Gatt” stretta galleria naturale, così chiamata perchè bisogna passarla strisciando, breve alt per una leggera colazione e poi vengono abbandonati i sacchi, bastoni e quanto non è necessario per la scalata. Dal “Bus del Gatt” si passa nella forcellina da cui si innalza solenne la roccia nuda e strapiombante del Cimone. Nessuna incertezza fra i novellini. In silenzio, come un rito, si fanno gli ultimi preparativi: la formazione delle cordate e il cambio delle calzature. Poi la prima guida attacca la roccia con sicurezza. Senza esitazione attaccano tutti e la salita avviene tanto rapidamente quanto lo consentono gli appigli della roccia e la forza delle braccia. Il panorama che si stende sotto diventa sempre più immenso; la sua bellezza soggioga; nessuno più si accorge della fatica; la naturale apprensione che dovrebbe pure farsi sentire scompare; tutto svanisce di fronte alla superba bellezza del panorama. Un'ora circa dura la scalata e poi la cima. Spettacolo più superbo, più grandioso non si può immaginare. Un mondo di giganti si stende tutt'intorno: l'Antelao, il Pelmo, il Civetta, il Colbricon, le cime di Lavaredo e via via fino alle lontane montagne del Brennero ancor candide di neve!

Il panorama è fantastico, si direbbe un sogno se a destare non venissero i richiami delle guide. Bisogna scendere. San Martino di Castrozza attende laggiù adagiato nel verde fra il bosco nero. Alle 13,30 dopo una discesa ripida ed emozionante, la comitiva giunge a San Martino. Pranzo e partenza. Una volata in auto fra le pittoresche zone del nostro Trentino con ancora negli occhi le visioni sublimi col ricordo come un sogno fantastico!


 

 

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